Marmitte dei giganti o uovo della Dea

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Quando ho sentito parlare per la prima volta i miei amici trekkers di questo argomento, ho drizzato le antenne. Ho captato come atipico quel nome, qui, proprio qui nel Salento. Difatti avevo sentito parlare delle marmitte dei giganti diffuse in Scandinavia, o sulle Alpi, o in Quebec ma mai di quelle salentine!


Queste strutture si formano in seguito allo scioglimento dei ghiacciai. L’acqua prodotta scroscia nei crepacci creando dei mulinelli (appunto i mulini glaciali), dei vortici che scavano la roccia facendo dei pozzi naturali. Quando ho sentito questo nome associato al Salento sono rimasta veramente stupita, tanto da tenere a mente il luogo, Torre Sant’Emiliano, per andarle a scovare al più presto. Ho tentato due volte di scoprire dove fossero e mi sono incamminata pericolosamente sugli scogli, scalando e saltando ma senza esito positivo. La terza volta è stata più fortunata.
Difatti anche se è piuttosto facile arrivare a Torre Sant’Emiliano (perchè ho visto tra l’altro che ora ci sono diverse scelte di sentieri a piedi) non lo è altrettanto trovare queste marmitte dei giganti. C´è disegnata una freccia rossa sugli scogli poco distanti dalla base della torre, un po’ più a sud della stessa, in prossimità della fine del muretto a secco. Ecco bisogna cercare di seguire quei segni, in certe parti impercettibili, ed arrivare in riva al mare. Lì in basso rannicchiata tra spuntoni di scogli, come una piccola piscina naturale, lei, la marmitta. La cosa molto caratteristica è che nella depressione, nel pozzo artificiale scavato dall’acqua si trova una sfera gigante. Tonda, bella, liscia…l’ho amata! Amo le pietre ma quella scultura è fatta da un artista d’eccezione: la natura e questo mi ha riempita di gratitudine e mi ha emozionata. Si, lo so che può sembrare strano ma è così. Ecco perchè quegli studiosi giapponesi sono venuti a studiarla. Non è una semplice depressione come quelle nel resto del mondo ma è una marmitta con dentro una sfera di pietra gigante, del diametro di circa un metro.
È un amabile fenomeno naturale che può essere creato solo con estrema costanza e pazienza nel modellare la roccia (lu cute) con competenza. L’acqua ha eroso la roccia con il perpetuo moto ondoso e i vortici d’acqua l’hanno levigata, formando una sfera quasi perfetta.
Questo stesso fenomeno che l’ha generata, la condurrà nei millenni a cambiare e lentamente a scomparire…dissolversi.

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La leggenda vuole che in tempi antichissimi, una dea dovette liberarsi il cuore da un amore proibito con un umano. Tramutò il suo amore sofferto in un uovo di roccia che lasciò per sempre sulla terra. Scelse di nasconderlo in un paesaggio selvaggio ma affascinante, tra pietre irte e gli scogli appuntiti in modo però da non confondersi mai con il resto delle rocce. Scelse un posto dove la furia di acqua, vento e roccia potessero un giorno dargli la pace.

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EDITOR ARTICOLO

Martina

amo il salento. amo la mia terra.

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