Porto Badisco: sfatato il mito di Enea

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Avvicinandoti da nord sulla sp 87, a circa 12 km a sud di Otranto potrai essere ricompensato da una delle più belle vedute della baia di Porto Badisco. Questo porto naturale sfoggia sia la Bandiera Blu, che quella delle 5 vele (una bandiera assegnata alle spiagge più belle) di Legambiente. Inizialmente questo porto naturale fu accreditato come l’approdo di Enea di cui Virgilio parla nella sua opera. Nell’Eneide si narra che Enea, dopo la fuga da Troia, fosse approdato qui, portando in spalla suo padre Anchise, accompagnato da suo figlio Ascanio. Questo si diceva sino alla scoperta del tempio di Minerva a Castro. Ci piace comunque fantasticare che Enea sia passato anche da qua.


Questo antico borgo di pescatori si trova in un fiordo che si spinge sino al mare su una spiaggia di dimensioni modeste, teneramente abbracciata da due creste rocciose di granito (in questo periodo coperte in buona parte da ginestre) che la proteggono dal vento rendendo il mare calmo, quasi in tutti i periodi dell'anno. Una sorgente d'acqua dolce esce dalla sabbia, sul lato sinistro: è uno degli ultimi rami del fiume sotterraneo, verso il quale è diretta l'acqua della Valle dei Cervi. Il fondale, prima sabbioso, degrada lentamente ma, nuotando per una decina di metri, non c'è più sabbia e l'acqua diventa profonda e blu cobalto. Questo tratto di costa è perfetto per immergersi, nuotare con maschera e pinne o per saltare dalla scogliera e risalire facilmente. A Badisco è possibile assaggiare i ricci di mare, venduti su bancarelle o all'interno dei ristoranti locali del piccolo villaggio. Questo è anche il luogo dove è custodita la preziosa "Cappella Sistina del Neolitico", la grotta dei Cervi, uno dei siti preistorici più importanti in Europa. La grotta ospita pitture rupestri datate tra il 3000 e 4000 a.C. Questi preziosi affreschi realizzati con guano e ocra rossa, raffigurano scene di caccia come ad esempio quella in cui degli uomini tendono l’arco verso dei cervi, da cui il nome alla grotta stessa. Oltre a queste rappresentazioni, nella stanza più interna ci sono figure geometriche ed altre che sembrano indicare sciamani e dei e simbologie magiche che rendono tutto molto affascinante. Questa parte della grotta è ancora più suggestiva in quanto regna l’oscurità tra disegni, stalattiti e stalagmiti. Una porzione di parete è invece riservata a delle incisioni. Sono scolpite delle mani di bimbi, donne e uomini, probabili abitanti della caverna. Sarebbe una grande emozione poterle vedere! Tuttavia dovremmo accontentarci di alcune foto scattate dopo la sua scoperta nel ’70 o della ns. immaginazione dato che questa grotta è chiusa al pubblico per preservarne il contenuto. Oltre a questa grotta ve ne sono altre due, entrambe poco conosciute e di origine marina. Sono la grotta funeraria (o Cunicolo del Diavolo) e la grotta de La Sorgente. Quest’ultima è raggiungibile solo ed exclusivamente via mare. La prima, invece, è molto amata dai pescatori che si avventuravano in mare di notte in quanto veniva usata come rifugio per dormire.

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Situata nel parco di regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e bosco di Tricase che occupa la gran parte della penisola salentina orientale, la baia è un antico villaggio di pescatori che ancora oggi ha la sua vita incentrata sul mare. In questo posto oltre al profumo del suo mare limpido e cristallino si può godere dei profumi della macchia mediterránea: timo, rosmarino, cappero, mirto, salvia, finocchio; una vegetazione fatta di pinete, ulivi, oleandri e quercie; una flora arricchita da specie endemiche come la campanula pugliese ed il fiordaliso di Leuca. Spesso cadiamo nello scontato: guardiamo senza vedere il nostro territorio e passiamo oltre...Porto Badisco è piccolino, in inverno quasi dimenticato eppure si possono fare tante attività: possiamo raccogliere delle utili piante aromatiche, andar per grotte, fare snorkelling o un giro in kayak, oppure si può fare un pic-nic in pineta che si trova sul promontorio a sinistra o ancora un bel trekking andando a nord sino a Torre Sant’Emiliano magari per vedere la “marmitte dei giganti”…ma questa sarà un’altra storia.

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EDITOR ARTICOLO

Martina

amo il salento. amo la mia terra.

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