Saudade Salentina: la fortuna di vivere in Salento

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Sono partita anche questa volta per essere conquistata da luoghi nuovi ed affascinanti. Può succedere che non venga affatto ammaliata o che faccia furia francese e ritirata spagnola (come per esempio mi è successo per Berlino: città tanto desiderata quanto alla fine deludente per i miei gusti). Niente di tutto questo insipido vissuto, mi è accaduto nella “Lusitania”. Vi dico subito che il Portogallo mi è piaciuto molto e mi ha conquistata totalmente, vivendolo e scoprendolo piano, a piccole dosi e con la tenacia del popolo portoghese. Non è stato un colpo di fulmine, né tanto meno un innamoramento repentino o un fuoco di paglia ma una lenta ed approfondita combustione basata sulla sua conoscenza. L’ho amato ed apprezzato nel tempo.


Più volte mi sono emozionata di fronte a paesaggi pieni di vita, dove tutto si muoveva in maniera divina (d’altra parte ogni movimento, di qualsiasi natura esso sia, è creatore di qualcosa): l’acqua delle cascate, dei fiumi e ruscelli, le fronde di imponenti alberi, gli animali (quanti pappagallini variopinti!!!), il vento, le onde dell’oceano, la massa d’acqua in un continuo abbraccio tra fiume Tago e Oceano Atlantico nello stretto passaggio dell’estuario. Persone che camminano e sorridono...a Pardieiros (distretto di Coimbra) ci hanno offerto da bere per pura “ospitalità” e ad Albufeira (distretto di Faro) in Algarve, quando si sono accorti che eravamo italiani, hanno messo su quel pezzo epocale: “L’Italiano” di Toto Cotugno.
In Portogallo, non so se dipenda dalla vicina distesa oceanica, ma c’è una luce particolare. Nei mesi trascorsi lì, era come se vedessi la realtà da un cellulare con impostazione colori brillanti.

Detto questo, passo a parlare della parte sud del Paese, una zona decisamente turistica, l’Argarve, che presenta molte similitudini con il Salento. Si dice che in Algarve l’estate vada a passare l’inverno. Questa regione portoghese è un posto molto frequentato principalmente da inglesi, francesi, spagnoli, italiani (sul nostro popolo italico c’è da aggiungere che molti hanno deciso di vivere qui da pensionati, complice l’ottimo regime fiscale e la possibilità di godere della pensione al lordo). Quando sono arrivata a Faro (capoluogo della Regione), mi è sembrato quasi di essere in una nostra cittadina con le viuzze acciottolate, il suo centro storico contenuto nelle antiche mura e la Cappella delle Ossa le cui pareti sono decorate con le ossa di più di 1000 monaci. Questo mi ha fatto pensare a Otranto.
Anche qui, come nel Salento, c’è la pietra arenaria diffusa e ci sono dei faraglioni immensi che si ergono dall’Atlantico e che potrebbero sembrare delle gigantografie di Sant’Andrea (tra Torre dell’Orso e Alimini) o delle insenature vicine al Mulino d’Acqua (a nord di Otranto) e Porto Miggiano. Sebbene si tratti di Oceano Atlantico, i colori dell’acqua sono quasi salentini, ma a temperature molto, molto più fredde, parliamo infatti di 15-16 gradi in media.
Algarve e Salento hanno la stessa estensione, circa 5000 kmq ma nel primo, tutto sembra più esteso tanto da dare l’idea che possa contenere, a matrioska, gli spazi salentini. I suoi faraglioni sono imponenti, sembra che facciano gli sberleffi all’insistenza delle onde oceaniche che arrivano anche nelle insenature molto grandi e sulle spiagge che sono molto più larghe rispetto al Salento...eh sì, la forza dell’Oceano si fa vedere!

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Oltre alle similitudini paesaggistiche, ho notato una certa somiglianza tra popolo portoghese e salentino. Entrambi sono ospitali e disponibili. Un esempio? Un anziano signore in un gruppo di anziani e anziane di paese, ci ha indicato la strada personalmente, sfrecciando tra vie del centro abitato e strade sterrate per 7-8 km per farci imboccare il bivio giusto. Un altro ci ha accompagnati tra le numerose rotonde e, parcheggiando la sua auto proprio su una di queste, è sceso dalla sua per spiegarci bene la strada e per poi parlarci della sua vedovanza e di sua figlia in Svizzera. Ecco, magari non saranno grandi cose ma sono quelle piccole cose che fanno grande la vita!!!
Mi è sembrato di veder camminare per l’Algarve i nostri vecchi “furesi” e le nostre nonne (con il fazzoletto in testa anche a giugno). Persone semplici e con una grande attenzione al “forestiero”che passeggia per i vicoli del loro paesello. L’umiltà e la semplicità sono le due sorgenti di bellezza di un popolo, a mio parere. Anche nelle cittadine, sebbene non ci si conosce, chiunque può sentirsi al sicuro passeggiando, anche di notte.
E’ stato un posto davvero meraviglioso, magico ed ora che sono tornata nella mia amata terra d’origine, mi sento davvero fortunata. Il Salento, così simile a questo paradiso, mi protegge anche questa volta, altrimenti sarei certamente vittima della famosa Saudade Portoghese!!!

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EDITOR ARTICOLO

Martina

amo il salento. amo la mia terra.

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